NUOVE DA PATRIZIA
Un saluto di benvenuti a tutti quelli che leggeranno questa pagina, nata per costruire ponti di dialogo e spazi di riflessione da condividere insieme: aspetto le vostre risposte e i vostri messaggi, perchè il 'filo del discorso' continui senza interruzione ( e-mail: patriziagioia@tiscalinet.it )
L'ultimo treno di Patrizia Napoleone (Stazione di provincia, giornata afosa, ora meridiana lungo un binario deserto. Un uomo entra in scena, piuttosto trafelato, indossa uno spolverino stinto e porta una vecchia valigia. Si guarda intorno spaesato, aria da intellettuale smarrito, è un Poeta. Dalla parte opposta arriva, con passo tranquillo, un po’ stanco, un uomo piuttosto basso, con un vestito dimesso, è un cuoco, guarda il cielo e si ferma)
Poeta: e' già partito? E' già partito? Cuoco: (sedendosi su una panchina) Il treno? No no…l'hanno fermato, si sono seduti sui binari, dicono che è un sit-in P ma chi? Che cosa? C gli scioperanti! P cosa vogliono? (si siede accanto al cuoco) C il lavoro.. e cosa se no? P già già già il lavoro, il lavoro (silenzio) P ma allora, quando si parte? C non lo so, forse non si parte, ma poi, per dove? Io vado al paese mio, aspetto il treno locale, però nella borsa ho pane, frittata e frutta, insomma, non ho fretta, da mangiare ce l'ho, peggio è per quei poveracci P uhm …sì sì (silenzio) C ma lei dove va? P Io? io..io…parto. Non so nemmeno per dove. Il biglietto ce l'ho per … Parigi ( prende il biglietto dalla tasca e guarda) Parigi sì, Parigi, ma se di qui non passa quel treno, vado altrove, purché altrove, dove si possa scrivere, sa… io.. io sono un poeta C un poeta? ma è un lavoro? P sì ..sì.. magari più di una valigia vecchia non ti puoi permettere ( indica la sua vecchia valigia) se fai il poeta, ma è un lavoro, sì, a pensarci, è anche difficile… e lei, che lavoro fa? C il cuoco. Mi piace tanto… odori, colori, verdure, carni, frutta, mi piace tanto, magari da una rapa terrosa, da un pezzo di carne o una chiara d'uovo vedere uscire le mie ricette profumate, appetitose, mi piace vedere la gente contenta quando mangia, sa, quando siamo contenti sulla lingua, siamo contenti anche sul… eh, eh,eh! (da una gomitata al poeta e arrossisce ridendo) e innaffiate di vino bono poi, di quello maremmano, di casa mia, i miei piatti glieli lascio immaginare… ma lei, cosa ci va a fare a Parigi? P e lei, al suo paese? C a riposarmi, ho due giorni di festa, a riposarmi, un po’ con la moglie, poi quattro giri di carte al bar, e la fiera di paese, tutto qua! P e gli basta? C a me sì, ma capisco, lei è un poeta P piacerebbe anche a me, se potessi fare il mio mestiere, sa, in fondo non è tanto diverso dal suo: c'è l'alfabeto, ci sono le parole, i verbi, e li combini, li mescoli, li scegli. Anche a me piace vedere la gente contenta quando legge le mie poesie; anch'io li nutro, anch'io nutro i loro amori. E infatti, quando s'innamorano, mi leggono di più e qualche volta scrivono anche loro poesie… ( mentre parla ha un sorriso ineffabile sulle labbra, poi, improvvisamente diventa serio, serra le labbra ) ma non posso più scrivere ( il cuoco lo guarda con aria interrogativa ) mi hanno censurato. Alla radio leggevo le mie poesie e rispondevo alle telefonate degli ascoltatori che mi parlavano dei loro sentimenti, quelli che le mie poesie suscitavano in loro, e s'illuminavano delle mie parole C bello! P ( serio, nervoso) non lo posso fare più e non ho più stipendio C ma perché? P perché ero arrabbiato e ho sublimato la mia rabbia in ironia. Leggevo le mie poesie satiriche C satiriche? P sì, quelle che sembrano uno scherzo e dicono cose serie C per esempio? P per esempio, in una, raccontavo una fiaba ambientata in un bosco dove abitava un nano allegro e sporcaccione col naso a ballotta, al quale una maga dispettosa aveva fatto cadere i capelli. Lui era vanitoso e siccome si era arricchito affittando i nidi degli uccelli dopo averli espropriati di prepotenza, andò carico di monete d'oro da una strega che gli fece ricrescere i capelli in un sol colpo. Da allora, visto che funzionava e che diventava sempre più avido e bisognoso di aggiustamenti nel suo corpo mal formato, incominciò a espropriare anche il canto degli uccelli e il volo e le piume e andava in giro a dire che erano bestie infide e malvagie. E tutti gli credevano, perché lui offriva mele marce, come ai porci, ma le incartava nella stagnola dorata tanto che sembravano grosse caramelle e tutti dicevano che era buono, e come i porci, incominciarono a grugnire tanto che tra loro non si capirono più (silenzio triste) P mi hanno licenziato C avranno avuto le loro buone ragioni P oh è vero, certo che ce l'hanno avute! C allora in che senso… (indugia interrogativo) P in un certo senso hanno fatto bene… nel loro senso, s'intende C E' per questo che vuole partire? (viene avanti una bella signora vestita di veli colorati, cammina quasi danzando, con aria stupefatta, è una Velina) Velina: chi vuole partire? Anch'io voglio partire, ma ho girato tutti i binari, e sono vuoti, ne sapete qualcosa? P piacere signora, Poeta V e io Velina P sì sì vedo vedo ( ammiccando alle trasparenze dell'abito ) V scusate, non ho avuto il tempo di cambiarmi, vado di fretta C perché ? V Non mi diverto più. Mi promettono mari e monti, io concedo e poi, una porticina, uno spot pubblicitario, e poi, uomini ricchi, ma vecchi e brutti, no no… basta P ma cosa farà d'ora in avanti anche lei, santa donna? V qualcosa, non so, qualcosa farò da lontano arriva il canto degli operai è caldo. Il cuoco estrae di tasca un fazzoletto a quadri e si asciuga la fronte C speriamo che ce la facciano, che resistano, sono brava gente, ritrovarsi senza lavoro, così', su due piedi V a me hanno detto di sposare un uomo ricco, che per una donna è il miglior lavoro, così dicono. Ma non funziona, glielo dica alle donne, lei che è poeta P non posso più scrivere poesie, ha comprato le case editrici C chi? P il nano, e chi, se no? C ma non era una fiaba? P una satira, una satira (la velina fa un'espressione imbronciata e si fa posto sulla panchina, in punta da lontano sentono rumori di ferri battuti) C mi sa che smontano le longarine dei binari… sono arrabbiati (prende dalla borsa delle mele) volete? (tutti e tre mangiano a morsi le mele e tacciono sottofondo di ferri battuti si sente prima un ticchettio di tacchi, poi viene avanti una signora in tailleur nero con in capo un tocco da giudice e sotto il braccio un portacarte in pelle, è un Giudice) Giudice: a che ora passa il treno per l'ufficio inutile? P non lo conosco C a me non serve, perciò non lo so V forse mi dovrei informare (una donna alta e fiera, vestita di grigio, con una croce sul petto, si avvicina un po’ trafelata, è una Suora) Suora: voglio, per carità, avvertire chi fosse interessato, che l'ufficio inutile non è una destinazione, ma una morte civile, per un civile, e anche per una suora come me. Io ho una dispensa papale che mi solleva dai miei incarichi e mi spedisce all'ufficio inutile tutti la guardano e in coro Tutti cosa!? S ma non lo avete ancora capito? Per grazia di Dio! G che cosa? Che cosa? ( è inquieta, allarmata) Oddio, dove mi mandano? C in quel paese! (ride) S non sia volgare signore… ha ragione a essere preoccupata ( sottovoce, misteriosa) lì si diventa trasparenti, non ti vedono più, non ti sentono più e tutti si dimenticano che esisti. Ma tu, creatura di Dio, che cosa hai fatto? G cose buone! Questo ( sventaglia una busta con timbri) è un avanzamento di carriera S dimmi che cosa hai fatto e ti dirò se è vero G ho accelerato decine e decine di pratiche per l'ottenimento dei permessi di soggiorno agli extracomunitari, ho aiutato figli di emigrati a inserirsi nelle scuole italiane, ho tirato fuori di galera dei disgraziati con la sola colpa di essere stranieri, ho … la suora la ferma S ho capito tutto, ho capito tutto, la lettera di promozione è firmata da quello con gli occhiali rossi? G sì, proprio da lui! S (sorride amara) il solito trucco. Non partire per quella destinazione, dai retta a me. Anch'io ho una lettera di avanzamento, a me, una religiosa missionaria, riconoscono i meriti mandandomi a fotocopiare le pagine dei Vangeli! (quasi sibilando) una scusa! G che cosa avresti fatto? S ( si mette la mano alla bocca e si avvicina ) Dio mi perdoni, nella missione, in Africa distribuivo preservativi e contraccettivi alle donne innamorate (silenzio) e anche a quelle a rischio di essere violentate Tutti Oddio! Oddio! C facevi bene G ho capito! ora ho capito! (sottofondo di risata del Poeta) P sei forte, sorella, sei forte! (da lontano canti e ferri battuti passa il Capostazione) Capostazione: tra poco finisce, è arrivata la Polizia e in dieci minuti li fa sfollare (si incominciano a sentire le sirene della Polizia. Loro si guardano smarriti. Poi la Velina chiede al Capostazione) V e il lavoro? Glielo ridaranno il lavoro? Ca non lo so, non so, non si capisce più niente qui. Loro sfollano perché arrivano personaggi importanti e tutto deve sembrare a posto. Tra poco prepareranno un banchetto, ma non è per voi…(lo guardano incuriositi) non vi illudete! (Arriva una signora vestita di nero, dignitosa e seria, è una Madre) Madre: vi ho ascoltato, scusate se mi avvicino, ma di là, da dove provengono i rumori, mi hanno mandato via, -via i curiosi- urlavano -non c'è niente da vedere- e roteavano una specie di manganello. Ho protestato, perché non erano poliziotti, ma mi hanno detto che lo facevano per me, per difendermi, ho chiesto chi fossero, -di questo non ti preoccupare- mi ha risposto un tipo grosso e sudato -ci siamo proprio perché tu non abbia paura di nessuno-. Ho detto che lui, a dire il vero, mi faceva un po’ paura; mi ha guardato male e poi, mentre batteva il manganello sul palmo della mano - sfolla, sfolla anche tu e senza tanti discorsi! Ca me ne vado, fate quel che volete, io il mio lavoro ce l'ho e devo ancora percorrere tutti i binari prima che i treni ricomincino a passare (si allontana) M ma ci sono ancora molti che non potranno salirci! G perché? M perché non si vedono, sono trasparenti e quando vanno a uno sportello, sia pure quello per fare il biglietto del treno, chiedono, ma non hanno, - tu non esisti- si sentono rispondere, non hai cassa mutua, non hai un contratto, non hai documenti, non hai sindacato, non posso farti il biglietto, non posso ricoverarti in ospedale, non posso darti una casa, non posso concederti un mutuo, V ma chi sono M desaparecidos! (con fare misterioso) P scusi signora, ma qui siamo in Italia, mica… M in Italia i miei figli non esistono, per questo mi sono vestita di nero, come le madri coraggio, non esistono perché sono precari e figli di altre madri non trovano neppure lo spazio per appoggiare un piede, sono RESPINTI! o vengono nascosti nelle prigioni V allora stiamo male tutti! Mica solo quelli che hanno bloccato i treni! P lo credo anch'io, ma forse tanti non lo sanno o fingono di non saperlo C insomma, se la dicono e se la cantano, quelli però che l'automobile alla porta e la villa al mare ce l'hanno comunque, quelli sì che possono permettersi di cantarsela S buon Dio, perdona coloro che non sanno! G guardate, guardate! (punta il dito indice sul binario più lontano. Tutti guardano. Su un lungo treno merci, addobbato con festoni colorati, un manichino automatico getta caramelle e ride a banana. Intorno a lui veline e majorettes ballano) Tutti Oddio è arrivato!!! (musica della corazzata Potemkin di Vecchioni) (da lontano il Capostazione grida) Ca svelti a salire! Svelti! P (arrabbiato) ma per dove? Per Dio! S non bestemmi, signore! Ca (ride) per il paese dei balocchi, e per dove se no? P amici, no! Ricordate il poeta, ricordate il nostro Dante - fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtù e conoscenza! - amici, in questa vecchia valigia ho tante poesie, non saltiamo su quel treno! Cerchiamo qualche altro mezzo, cambiamo destinazione, e se anche il viaggio sarà più scomodo, vi farò compagnia con le mie poesie! (Tutti lo osservano smarriti, il poeta si mette la mano alla fronte per proteggere gli occhi dal sole e guarda lontano da dove lenta lenta arriva una locomotiva antica con un pennacchio di fumo bianco sulla ciminiera) P Eccolo, ve lo dicevo? Guardate, prendiamolo, o rischiamo di farci raggiungere dalle ronde! (Tutti si danno da fare per sollevare la valigia. Sulla locomotiva un personaggio(Fattore X) attraverso un megafono grida un annuncio) Fattore X: E' L'ULTIMA CORSA SUL BINARIO LIBERO. DOPO QUESTA LO CHIUDERANNO, PRESTO, NON C' E' TEMPO DA PERDERE, AFFRETTATEVI! (Corre il Poeta con la valigia e gli altri gli caracollano dietro. Il cuoco resta solo sulla panchina, si guarda intorno) C no, così non mi piace. Ehi! vengo anch'io, un cuoco vi serve! (il Poeta si gira, lo chiama con il braccio) P corri! Un cuoco è importante! Affannati raggiungono il treno, si aiutano l'uno con l'altro a salire. In sottofondo la musica de Il cuoco di Salò di De Gregari prima piano e poi sempre più forte fino a sfumare nel silenzio, in cui il Fattore X recita la poesia 'Il binario libero'
Fattore X Il binario libero
Prese l'ultimo treno il Poeta con la valigia carica di sogni l'aveva riempita da solo e partirono in molti.
Se non rinunci a viaggiare incontri amici e scopri che non sei solo a gridare i No e a costruire i SI.
Se non rinunci a viaggiare incontri paesaggi nuovi e quando hai sete vai a cercare acqua perché l'acqua c'è e vai a cercare il pane e lo vedi nei campi biondi di grano e ne fai cibo e parole come il cuoco e il poeta.
Se non rinunci a viaggiare incontri lo straniero e ti specchi negli occhi di lui che non è più straniero.
Se non rinunci a viaggiare incontri donne da amare perché sono belle negli occhi e nel cuore e non vendono merce per moneta facile.
Se non rinunci a viaggiare se lasci sul binario arroganza e ipocrisia ci sta che incontri Dio qualunque sia il tuo Dio anche se non fosse…dio. ___________________________________________________________________________________________________________________ Monologhi e ballate (alla maniera di Gaber) I C'è un po' di confusione
C'è un po' di confusione fra il passato e il presente e sembra che non sia successo niente. La stessa voglia di rivoluzione. La stessa convinzione di non far parte della 'gente', già, la gente, quelli che non siamo 'noi'. Quelli che qualcuno chiama 'popolo' ma non vuole che siano 'cittadini', e del mondo, del mondo omologato, aperto, e tollerante dei mercati. Le piazze, no, le 'agorà' , quelle sono deserte. Ora vanno i Centri commerciali dove i giovani s'incontrano agli aperitivi, quelli borghesi - direbbe mio padre - (ai giorni nostri borghesia e proletariato sono antiquariato) quelli proletari invece -direbbe mio padre - si fanno d'eroina sugli scalini dei depositi-merci che restano sul dietro, un po' nel buio, magari vicino alla latrina.
Già, ora sono tutti un 'popolo': entusiasta, teleipnotizzato, telecomandato, telelobotomizzato, e cattivo, per giunta, cattivo! Ha imparato bene la lezione, il popolo, a vederlo continuamente, come un 'grande fratello' un grande padre, un dio osceno e pagano lo imita bene, Lui, il nano! Sa ridere il popolo, sa abbuffarsi sulle briciole della crisi come un cane e scodinzola, il popolo, e fa le feste al padrone, il popolo, al re furbo e coglione, ma abbaia - eccome se abbaia! - e diventa feroce e crudele quando glielo ordina il Padrone. -Dai, Fido, corri, avventati sul barbone, sul negro, sul frocio, dai, picchia, bastona, e poi, in prigione, lì, così, ci crepa! - Sempre il solito, il popolo: corrono tutti insieme sull'odore della ghigliottina e si sentono più sicuri, più buoni, perfino più belli, - così tanti ! Il sessantotto per cento (sarà?) - perché c'è la ghigliottina a decapitare le paure. Sempre il solito, il popolo, si lascia trasportare, lo diceva anche quel borghese bigotto del Manzoni, e tra la folla, c'è sempre un "vecchio malvissuto" che si mette in vista…..per le sue coglionate ! 'Rock and roll' lo hanno chiamato, ma restano stronzate, anche se le fa alla svelta, senza quasi accorgersene. Beh, mica tanto. A lui servono: 'stronzate' sì, ma geniali, risolutorie, urlate. Poi, il "vecchio mal vissuto" , il distillato di quel 'popolo' cambia look e fa l'occhiolino con un tic furbetto, appena nervosetto e ride, ride arrogante ammiccante, agghiacciante, ride, già, lui ride!
C'è un po' di confusione tra passato e presente e sembra che non sia cambiato niente: io infatti continuo a chiamarti 'compagno' e leggo in te smarrimento e sgomento ma anche rabbia quando gli innocenti sono sporcati dagli escrementi degli 'stronzi'. Oddiooo! Compagno, ai tempi di mio padre, ti chiamavo fascista. Oddiooo! Che casinooo!
C'è un po' di confusione tra passato e presente - il brutto è che il futuro non lo vedo, nemmeno nella mia mente: nebbia! Nebbia padana, che orrore! La Padania - e sembra che non sia cambiato niente. Anzi, Peggioo! ________________________________________________
II Sinistr…Destr…
Sinistr… Destr… Sinistr…Destr…Sinistr…Destr… Prima c'era l'alternanza. Si camminava perché c'era l'alternanza: piede destro, piede sinistro, destro, sinistro. qualche volta si correva anche: destrosinistrodestrosinistro!!! Bhè, veramente spesso si pattinava… sulla destra. Che pattinate! Belle anche, lisce, scivolose come l'olio, sì, l'olio, se lo usi nei posti giusti, ci passa tutto! E non senti neanche male. Anzi, dici grazie. Qualche volta però ti scricchiolava la caviglia. allora, cambiavi piede: sinistro. Che sollievo! Ma per poco. Beh, si sa, la sinistra è delicata, ci si deve conoscere, distinguersi, pensare. Sì, ci si deve pensare:
'a un gioco perfetto, sincronizzato su Marx e la Socialdemocrazia, non dimenticare la Cina che non è più vicina, dire chiaro che non siamo leninisti, che ognuno pensa con la propria testa, anzi, che è un lavoro da orologiai segnare l'ora esatta dei nostri cervelli, tanti, in una sola testa'
E poi c'è 'ben altro' , e lo sappiamo tutti, ben altro che il problema del pane quotidiano: c'è il dilemma del pubblico e del privato, dell'individuo e del collettivo, difendiamo gli operai ma scopriamo gli studenti… e l'intellighentia? Eh, dove la metti l'intellighentia? con tutte quelle lucine intermittenti che attraversano la testa. Intanto ci si riappoggiava sulla destra, più comoda, cattolica, perdonava sempre la destra, così perdonava anche se stessa. Però, si camminava, eccome se si camminava! da "Ladri di biciclette" a "Natale sul Nilo": quanto si è camminato! Ora. Immobili.
'Né a Destra né a Sinistra tanto è tutto uguale, lo dice anche il Grillo parlante, la merda è trasversale'
Io, però, credo ancora che ci siano wc puliti. Perlomeno che da qualche parte ( forse…spero… qualche volta… a sinistra ) dopo essersi puliti il culo, si tiri lo sciacquone! E forse c'è qualcuno che spruzza anche una nuvoletta di deodorante! Una volta tanto, che sollievo, una volta tanto!
Ehi, guardatemi negli occhi! Specie le donne, quelle di voi che ancora bruciano per le ferite della violenza. E voi stranieri, con gli occhi scuri, obliqui, tondi e gialle, brune, le vostre pelli. E i bambini che non sanno dove guardare, e i vecchi dei supermercati, a cercare gli scarti in offerta! Guardatemi! Ci dobbiamo accontentare?
____________________________________________________________
III La pausa pranzo
"Che languorino! Le una e picchia il sole… troppo " l'operaio "Che languorino! Già le due, c'è umidità in questo ufficio quando piove…" questo è l'impiegato. Ha i vetri appannati.
Hanno tutti voglia di mangiare. Sono animali, come me, rispondiamo ai bisogni primari. La scala di Maslow - diceva il mio professore- mangiare, dormire, ripararsi dal freddo e dal caldo, fare sesso, l'istinto di sopravvivenza, la conservazione della specie, sesso!!! Chissà perché, si parla di appetito e viene fuori il sesso, anche quando ti basterebbe un panino e un bicchier di vino, viene fuori il sesso. Poi, se ci pensi, senza mangiare e bere non hai scampo, senza sesso, beh, alla fin fine ti puoi arrangiare. Ti senti un po’ solo, però… meno complicazioni! Un corno. Dove la metti la conservazione della specie? -Ci sono gli immigrati- è l'assistente sociale, quella un po’ anoressica, frigida, una emancipata -Ci pensano loro, fanno tanti figli e, mescolandosi le etnie - che carina, politicamente corretta, dice etnie, non razze -le popolazioni si rinforzano - ma guarda la Carlotta che diventa egalitaria e progressista per non fare fatica! Però… io ho fame.
In tasca ho il blocchetto dei tiket-restaurant e già pregusto il mio breve viaggetto dall'ufficio al negozio dei salumi e formaggi e la scelta del panino - arabo? Integrale ? - faccia lei - - col cotto o col crudo? - Per chi mi ha preso? - con la mortadella! - E' più buona e costa meno. Così col buono-pasto mi ci compro anche la cena. Che furbata! Poi sulla piazza, una sigaretta. La piazza è larga e per me , un angolo di sole, lo trovo sempre, e quando piove ci sono i porticati, che bello! Pensare che quando si poteva fumare nei locali, io non fumavo. Ora sì, una, l'unica, la piazza me la godo, con la sigaretta. Vado da Erik, il punkabestia sceso dal Nord, e ormai, è un'abitudine, gli pago il caffè e lo beviamo insieme. Così annego nei suoi occhi chiari, è bello Erik, forse ancora per poco, invecchiano presto loro, gli undergraund. - No, i cani no, loro restano fuori- e beviamo insieme. Lui mi parla che al mattino sente l'odore della rugiada che gli resta appiccicato sul kwai, quando lo sveglia la confusione - e d'inverno? - - dormo alla stazione - Io lo guardo, Erik, perché è bello e odora di maschio, sporco, sotto il giaccone e gli aski bianchi con gli occhi azzurri come lui aspettano fedeli, e lui è fedele a Erik, come loro. Bevo il caffè e lo guardo, sazia del mio panino e della piazza.
Ma non ho ancora mangiato! L'ho solo desiderato e forse, domani e poi domani non mangerò, perché un fottuto in cerca di idee che distraessero dalle idee vere, ha detto che la pausa-pranzo: - E' peccato! E' peccato! -invocando l'inquisizione dei 'fanulloni' della pubblica amministrazione. Alla sola idea resto inchiodata alla mia scrivania guardando il vuoto sul computer come se vedessi il vuoto dell'idiozia. Allora cerco una logica: - il risparmio! Troppo banale, e quando si va a pisciare? Che dire? Ecco, ho trovato: la lotta all'obesità. Ma come che non ci avevo pensato! Lo fanno per noi! Stiamo diventando un popolo di obesi, dicono. Io no, però, slim, taglia svelta, dunque… semmai ci pesino, prima di darci il tiket-restaurant, come in America, agli aeroporti, gli obesi pagano doppio e in Italia… non mangiano, gli sta bene! Quanti tiket consumerà Briatore? Perché non gli levano la pausa-pranzo? ma lui il ristorante ce l'ha di suo e non glielo leva nessuno, questo è certo, nemmeno le escort gli levano né a lui né a quant'altri 'utilizzatori' del bel mondo.
Loro sono al di sopra, sono immuni dall'obesità (nonostante le taglie XXL ) e dall'AIDS, figurarsi dalla Giustizia. Loro di giustizia hanno la loro, e gli basta e gli avanza. E poi chi ha detto che è obeso soltanto chi è grasso? Prendi Fabrizio, sì, Fabrizio Corona, tirato, lucido, abbronzato, bell'uomo! Un po’ arrogante per i miei gusti, però, palestrato, e… obeso! Anche i cervelli possono essere obesi, non metabolizzare più, fotografie, scandali, gossip, ricatti … porcherie e invece di pensare… cagano!
Addio la mia pausa! Ora che il tiket in tasca ce l'ho ancora mi è passato l'appetito e sento un odore di muffa, un sapore di chiuso: claustrofobia ! Ho bisogno di aria, ho bisogno di andare via! Allora corro giù per le scale tanto che cosa ci sto a fare e scendo nella piazza e come i cani di Erik seguo l'odore della gente l'odore di primavera… il venticello romano in Piazza del popolo, quando eravamo tutti insieme, tra tante persone come me che non sono gente e nemmeno popolo, che sono persone, e inciampo in quell'uomo con l'ombrello anche se c'è il sole e nel suo cane vestito di rosso con la falce e il martello e sorrido e lo abbraccio perché è uno scemo buono e ci sentiamo uniti e ci sentiamo tanti.
Forse c'è speranza, basta uscire di casa, uscire dall'ufficio, uscire dalla paura, e si sente una nuova baldanza:
scendo nella piazza e vado a 'contestare'. Vieni anche tu, Erik, non fermarti sullo scalino! se ti fermi sullo scalino, se fumi più di una sigaretta al giorno, loro ti fregano.
Vieni anche tu. Ti aspetto!
_____________________________________________________________________________________________________________________ Visualizza sul sito le attività di gruppo dello Studio di psicologia e psicoterapia della dott.ssa Patrizia Napoleone Se ne farai richiesta ti sarà inviata la carta AMICI DI ASKLEPIEION presentando la quale riceverai lo sconto sulle attività in gruppo che saranno oraganizzate da ottobre alla fine del 2009 Torna presto a visualizzare questa pagina, troverai le nuove comunicazioni scritte direttamente dalla Dott.sa Patrizia Napoleone.
Grazie per l'attenzione! A presto.
|